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I profumi cipriati sprigionano qualcosa di immediatamente riconoscibile, un'eleganza profonda, una presenza che non cerca di sedurre ma che seduce comunque. Costruiti attorno a un accordo fondatore tra bergamotto, labdano, gelsomino, muschio e patchouli, hanno attraversato i decenni senza passare mai di moda. Intramontabili, decisi, indossati tanto dalle donne quanto dagli uomini che assumono la propria scia, i cipriati non passano inosservati. Da Amaru Paris, i nostri campioni ti permettono di esplorarli al tuo ritmo, sulla tua pelle, prima di decidere.
Cos'è un profumo cipriato?
Il cipriato è nato nel 1917, quando François Coty si ispirò all'isola di Cipro per creare un profumo che avrebbe definito un'intera famiglia. L'accordo di base è semplice nella sua struttura, magistrale nel suo effetto: la frescura del bergamotto, il calore resinoso del labdano, la profondità terrosa del muschio di quercia. Per decenni, è stato questo equilibrio a costituire il cipriato, riconoscibile tra mille, impossibile da imitare.
Le normative IFRA hanno poi limitato l'uso del muschio di quercia, costringendo i profumieri a reinventare la formula con il patchouli, il vetiver o con accordi sintetici. Un vincolo che ha paradossalmente ampliato la famiglia: fruttati, floreali, cuoio, verdi, i cipriati contemporanei sono più vari che mai. Ma tutti condividono la stessa firma: un'architettura strutturata, una tenuta notevole sulla pelle e quell'eleganza un po' provocatoria che non si ritrova da nessun'altra parte.
Come scegliere il proprio campione di profumo cipriato?
Il cipriato è una famiglia che richiede un po' di esplorazione; lo si comprende davvero solo una volta indossato sulla pelle, lasciato evolvere per qualche ora. La prima domanda da porsi è la direzione che ti attrae: un cipriato floreale, più luminoso e femminile? Un cipriato fruttato, più accessibile e contemporaneo? Un cipriato cuoio, più scuro e deciso?
Sei indeciso? Il nostro quiz ti guida in poche domande verso la fragranza cipriata che fa per te.
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I migliori profumi cipriati
Aventus di Creed
Aventus è probabilmente il cipriato fruttato più copiato degli ultimi vent'anni, e a ragione. L'ananas in testa è immediato, quasi insolente, ma è ciò che accade dopo a spiegare tutto: la betulla affumicata, il patchouli, il muschio di quercia costruiscono una base di rara profondità per un jus così accessibile in apparenza. È un cipriato che sa essere fruttato senza perdere il suo carattere. Tenuta eccezionale, scia decisa, ha quella capacità di adattarsi alla pelle di ciascuno in modo diverso, il che ne fa un profumo di cui non ci si stanca.
Bois d'Argent di Dior
Non è un profumo facile da adottare al primo tentativo, è ciò che si dice spesso di Bois d'Argent, ed è vero. L'iris di Annick Menardo non è cipriato né retrò: è scuro, quasi minerale, posato su un fondo di mirra, cuoio e resine che impiega tempo a dispiegarsi. Chi gli concederà questo tempo non lo abbandonerà più.
Cosmic Cloud di Louis Vuitton
Muschio, ribes nero, patchouli, labdano, muschio di quercia; sulla carta Cosmic Cloud è un cipriato. Sulla pelle, somiglia piuttosto a una nuvola. Jacques Cavallier Belletrud ha costruito qualcosa di aereo e morbido, dove la base cipriata sostiene senza mai appesantire. È probabilmente il cipriato meno intimidatorio che esista, e spesso il primo che si nota davvero.
Cœur Battant di Louis Vuitton
La pera dell'apertura è succosa, quasi acquatica. Poi arrivano il gelsomino e il narciso, luminosi, molto femminili. Ed è lì che il patchouli e il muschio di quercia cambiano tutto: danno a ciò che avrebbe potuto essere un semplice floreale fruttato una profondità e una tenuta che non ci si aspettava. Cœur Battant è un cipriato che non si annuncia come tale, ed è esattamente questo a renderlo interessante.
In quali occasioni indossare un profumo cipriato?
Il cipriato è stato a lungo percepito come un profumo di carattere, riservato alle grandi occasioni o alle personalità decise. È in parte vero: la sua profondità e la sua scia ne fanno una scelta ideale per la sera, le riunioni importanti, o i momenti in cui si vuole lasciare un'impressione duratura. Ma le versioni contemporanee hanno ampliato considerevolmente lo spettro: un cipriato fruttato si indossa benissimo nel quotidiano, anche in ufficio. La vera regola è la stagione: i cipriati si esprimono particolarmente in autunno e in inverno, quando il loro calore resinoso assume tutta la sua dimensione. È anche per questo che il formato campione è utile: provare un cipriato in condizioni reali, sulla tua pelle, nel tuo quotidiano, resta l'unico modo onesto per sapere se è fatto per te.

































































































